Il 2009 sarà l’anno che vedrà l’esplosione definitiva del netbook. Qualcuno dice che sia già stato il 2008 ma è anche vero che soltanto negli ultimissimi mesi dell’anno si è vista una decisa impennata del numero di modelli in uscita.

DELL Inspiron Mini 9: il preferito del sottoscritto
E’ altrettanto vero che il 2009 a livello internazionale sarà l’anno della crisi e (si spera) anche quello nel quale si riuscirà ad uscirne: molti cercheranno quindi il risparmio quando si tratterà di acquistare prodotti Hi-Tech. Come piccolo e davvero modesto blogger (visto che mi legge solo il bot di google che quotidiamente visita la mia homepage) vorrei però offrire un piccolo contributo di chiarezza a tutti coloro (e non sono pochi) non avessero ben definita la differenza tra gli emergenti “netbook” e i tradizionali “notebook”.
A mio modesto parere, di dettagli tecnici cruciali non ce ne sono poi molti. Quando l’utente medio si accinge a fare una scelta sull’acquisto del suo fido PC portatile di solito guarda 3 cose:
- potenza: spesso la massa usa questo termine indicando qualcosa di generico e di non ben definito ma che comunque ricopre componenti come CPU, RAM e Hard Disk. Insomma, le classiche domande del tipo: quanta memoria ha? E’ veloce? Quanta potenza ha? ecc…
- marca: come per tutte le cose che è possibile comprare, anche questo è un fattore che molti considerano. Per la verità ci sono moltissime persone cui non importa poi molto di quello che c’è scritto sulla scocca del pc. Quello che conta, in definitiva, è che il pc vada, che non dia problemi e che sopratutto sia basso il….
- prezzo: perchè alla fine è questo che si va a guardare davvero quando si deve acquistare. L’utente medio infatti non ha grosse conoscenze informatiche pertanto, spesso, si rivela essere il fattore determinante per l’acquisto.
Ed è qui che vorrei partire per fare una piccola analisi. E in particolare mi piacerebbe introdurre un nuovo elemento di valutazione e cioè il sistema operativo. Un PC portatile o un Netbook possono essere potenti e versatili quanto volete ma è il software che ne determina veramente l’usabilità. Il sistema operativo è determinante e deve fare sempre ciò che l’utente chiede di fare, mai di più. Deve essere snello ma affidabile, stabile ma flessibile e soprattutto deve gestire in modo efficiente le risorse.
Ed in questo frangente non posso non espormi a favore di GNU\Linux e delle varie distribuzioni su cui si basa il suo successo. GNU\Linux permette di comporre il sistema a piacimento, smontando e montando i componenti necessari all’utente finale.
- E’ sicuro: non c’è bisogno di antivirus. Di virus per il sistema del “pinguino” ne esistono ben pochi e quelli che ci sono non fanno molti danni, proprio per la particolare architettura modulare che lo contraddistingue. Esistono antivirus come “Clamav”, ma sono per lo più destinati al controllo di eventuali partizioni Windows presenti sul disco. Altro fattore di sicurezza è la modalità di utilizzo del sistema stesso: di solito infatti un sistema GNU\Linux viene utilizzato non come utente privilegiato (come su Windows invece accade di solito) ma come utente “normale”, il quale non può eseguire nessuna operazione critica per l’integrità di sistema. Cose come l’eliminazione di file dalle directory non appartenenti all’utente, l’installazione di programmi, la modifica delle impostazioni di partenza del sistema, sono tutte eseguibili soltanto dall’utente amministratore e ogni qual volta un utente vuole eseguire tali operazioni il sistema si incarica di chiedere la password di “root” (così si chiama l’utente amministratore in linux).
- E’ flessibile: come già accennato esiste la possibilità di farsi “da soli” il proprio sistema. Quasi tutte le distribuzioni GNU\Linux infatti utilizzano sistemi di gestione dei pacchetti per l’installazione dei programmi. Ciò significa che si può installare e disinstallare a piacimento il pacchetto corrispondente al programma desiderato, senza correre il rischio di riempire il disco di “spazzatura” cioè di file che non servono più a niente e che occupano inutilmente spazio su disco.
La scelta di programmi a disposizione è immensa. A differenza di Windows infatti che come interfaccia ha sempre la solita, su GNU\Linux esiste addirittura la possibilità di scegliere quale Desktop Environment utilizzare. Ci sono infatti ben 3 progetti di grosse dimensioni che nel corso di questi anni hanno avuto successo e si sono affermati: KDE, Gnome e XFCE con quest’ultimo dedicato però a pc poco performanti, ma non per per questo da buttare. Tutti e 3 in ogni caso forniscono strumenti completi per qualunque tipo di utente, dalla posta alle suite d’ufficio, dalla musica alla gestione di file e archivi compressi. E bisogna poi citare tutta la miriade di software scritta per questi ambienti e che non fa parte dei progetti ufficiali dei due desktop. Vi do almeno 2 esempi: Kdenlive (editing video) e Amarok (musica) entrambi per KDE. - E’ libero: ed è la caratteristica principale. Se c’è una cosa che contraddistingue questo sistema operativo è infatti la sua licenza. Essa infatti (la GNU GPL) prevede infatti che l’utente abbia a disposizione 4 libertà fondamentali:
- Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
- Libertà di studiare il programma e modificarlo.
- Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo.
- Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
E’ proprio grazie a questi 4 punti che GNU\Linux ha potuto diffondersi. Ad oggi esistono più di un migliaio di distribuzioni GNU\Linux ognuna con le proprie caratteristiche e sfaccettature che gli hanno permesso, nel corso del tempo, di diffondersi anche in “nicchie” che sarebbe stato difficile raggiungere senza questa flessibilità. Questa libertà di scelta, di modifica e di utilizzo è la vera forza del software libero. Dato che il codice sorgente cioè il “progetto” del programma è disponibile a chiunque, ci sono moltissimi occhi in grado di rilevare errori o anormalità di vario tipo. In definitiva tutto questo consente di avere un sistema veramente pulito, senza rallentamenti o “malware” di sorta. Il software è libero, quindi non ci sono problemi se si vuole copiare o redistribuire il software o il sistema. Insomma, è l’ideale per chiunque
.

Tux, il pinguino simbolo di Linux!
Ma dopo questa introduzione veniamo subito al punto. Se installare linux su un qualsiasi sistema è possibile, è altrettanto vero quando si acquista un pc ci troviamo quasi sempre una copia di Windows preinstallata. Se stessimo parlando di pc fissi il problema non si porrebbe più di tanto, perché si possono comprare i componenti separatamente e poi assemblarli per conto proprio. Ma qui si parla di notebook e netbook e la situazione si fa un po’ più complicata. Dobbiamo tener presente che assemblare portatili non è altrettanto semplice come un pc fisso e alcuni dei componenti di base non si trovano facilmente, anzi: ciò che è più difficile reperire sono proprio le scocche vuote dei pc portatili, cioè la base sul quale va poi montato tutto il resto. D’altro canto è anche difficile ottenere il rimborso della copia di windows, anche se non impossibile.

Noi non vogliamo Windows!
Ma qualcosa si muove! Recentemente, proprio qui in italia, si è iniziato a parlare di “Class Action”. La Class Action infatti consente ad una pluralità di persone di rivalersi per torti collettivi, contro aziende e multinazionali che abusano di posizioni dominanti sul mercato o della semplice ignoranza dei clienti stessi. Citando esplicitamente Wikipedia:
L’azione rappresentativa è il modo migliore con cui i semplici cittadini possano essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell’identica situazione dell’attore.
Ma la Class Action ancora non c’è, e allora come possiamo muoverci? Non è poi così difficile. Dobbiamo pensare innanzitutto a quello che ci serve veramente, considerando ogni sfaccettatura in cui potrebbe servire l’utilizzo del gingillo elettronico. Partiamo da alcune domande semplici semplici:
- Cosa dobbiamo fare? Videoscrittura? Aggiornare il blog? Ascoltare la musica sul treno? Fare grafica 3d? Elaborare immagini? Programmare? Fotografia?
- Quando lo useremo? In treno? In facoltà? Ma sopratutto: avremo la possibilità di allacciarci alla corrente oopure no?
- Quanto lo useremo? Spesso? Raramente? Spesso ma ogni volta per pochi minuti?
Domande semplici appunto, ma determinanti.
Un notebook è uno strumento veramente completo: sono presenti tutti i componenti che si trovano normalmente su un pc fisso e soprattutto è presente un oggetto che invece non è presente sui notebook. Stiamo parlando dell’unità DVD±RW. Questo infatti è un componente che consuma molta energia specialmente se è in fase di utilizzo e di masterizzazione. I netbook sono pensati per essere invece più piccoli, economici e soprattutto per durare moltissimo in termini di autonomia a batterie, quindi un unità DVD non avrebbe posto e toglierebbe autonomia al dispositivo.
Il confine tra netbook e notebook è inoltre rappresentato dalle dimensioni dello schermo LCD. Di solito i netbook vanno dai 7 ai 10 pollici di ampiezza, oltre invece abbiamo i normali portatili. “Le dimensioni contano” direbbe Rocco Siffredi in un altro frangente di cui oggi non parlerò
, ma si tratta di una sacrosanta affermazione. Sempre più spesso capita che si scelga un portatile come “desktop replacement” cioè come pc che è destinato a rimpiazzare e/o fungere da fisso qual’ora in casa manchi lo spazio necessario per dislocare l’ormai noto midtower. In questo caso, l’acquisto di un 15″, 17″ o 19″ potrebbe non essere una cattiva idea. Ma se il portatile deve fungere esattamente come il suo nome suggerisce allora la situazione cambia drasticamente: dipende come già accennato dal luogo dove andrà utilizzato. Se si tratta ad esempio di uno strumento da mettersi sulle gambe per annotare ciò che viene detto in una conferenza, a lezione o più semplicemente per scrivere qualcosa se si sta aspettando il treno alla stazione allora ciò che ci serve è maneggevolezza e durata della batteria. In altre parole la risposta è il netbook, uno strumento di dimensioni per l’appunto contenute e dall’autonomia molto alta se utilizzato a batteria. Già oggi sono disponibili sul mercato modelli che durano anche 7 ore e con l’avvento degli SSD (Solid State Disk) potrebbero uscire versioni con durata ancor più elevata. Si tratta infatti di dischi fissi contruiti con tencologia elettronica (molto simile a quella delle pennine flash) e non meccanica come quella dei normali Hard Disk, quindi i consumi sono molto più ridotti!

Un Solid State Disk prodotto da Trascend. I dischi SSD hanno interfaccia SATA.
Ma la vera questione qual’è? E’ proprio quella di cui ho parlato lungamente (forse troppo) prima, e cioè quella del sistema operativo. Fino ad adesso infatti abbiamo parlato molto dell’hardware ma non del software che invece è fondamentale. Tutte le considerazioni fatte prima infatti, vengono vanificate se, come ho già affermato, non è presente sul portatile un sistema che permetta di sfruttarne a pieno tutta la versatilità. In sostanza a mio modesto parere Windows non è all’altezza. Fin dalla sua nascita si porta dietro troppi problemi, sia di natura tecnica che di natura legale dato che le licenze sono sempre molto restrittive. E come sempre è odioso il fatto di non poter riavere immediatamente indietro i soldi della licenza che non si vuole utilizzare. Ma la soluzione è a portata di mano. Per quello che riguarda i netbook esistono ormai molti modelli che montano nativamente distribuzioni GNU\Linux e ne cito alcuni esempi:
- Asus EEEPC. (Se cercate su eBay lo trovate anche in versione Linux).
- Acer AspireOne.
- Dell Inspiron Mini 9.

A sinistra l'Acer Aspire One, a destra l'EEEPC di Asus.
Tra questi segnalo in particolare proprio l’ultimo, in quanto monta di default una distribuzione chiamata “Ubuntu Netbook Remix”. Si tratta di una diretta derivazione della distribuzione Ubuntu GNU\Linux, supportata direttamente dai creatori della stessa distribuzione e adattata proprio per adeguarsi a dispositivi come i netbook.
E per i notebook? Come ho già detto la situazione non è delle migliori, ma se si ha un po’ di pazienza si possono trovare sulla rete PC portatili senza sistema operativo, in vendita anche a basso costo. In questi giorni segnalo soprattutto un modello, l’HP 550 che qualcuno ha già avuto modo di acquistare.

HP 550: si può trovare a meno di 300€ all'asta su ebay!
Si tratta di un 15″, adatto quindi a posti come la facoltà universitaria o comunque per luoghi “al chiuso” e magari forniti di corrente ma si tratta, in ogni caso, di un ottimo prodotto, di buona marca e a prezzo contenuto (su Ebay si trova all’asta a partire da circa 260€).
In conclusione, riassumendo tutta la mole di roba che ho scritto e che probabilmente vi ha fatto addormentare, riepilogo i concetti principali che volevo comunicarvi (perché sicuramente vi siete annoiati a morte
):
- Pensateci bene: scegliete quello che vi serve davvero, non quello che vorrebbe farvi comprare il commesso di turno.
- Comprate solo se siete sicuri che ne abbiate davvero bisogno: non buttate soldi per un oggetto che userete 2 volte al mese. Tanto vale comprare qualcosa di usato a quel punto, e naturalmente metterci Linux!
- Comprate senza sistema operativo. Fate ricerche, rompete le scatole ai negozianti, comprate su ebay. Lottate per i rimborsi! Per acquistare la licenza di Windows siete sempre in tempo.
Buon acquisto, e in bocca al lupo!






